L’ultime dal mio mondo

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teschi

Che vi posso raccontare? A causa di Elena non vi racconto più nulla di me. Il documentario, il crowdfunding è diventato una specie di ossessione, peggio, una ragione di scrittura. E poi sono sempre io, fissa, ferma qui a Napoli. Non mi muovo da tanto di quel tempo, che mi sembra di non dovervi svelare più nulla di nuovo. Certo, a Napoli trovo sempre nuove suggestioni e nuove storie da vivere più che da raccontare, ma adesso è più complicato il discorso dell’anonimato.

Non è che non mi siate più cari come un tempo, è solo che scrivere di me sul mio blog è diventato quasi scabroso.  Come sia successo che queste pagine siano diventate le pagine riconosciute di Laura Petrazzuolo non lo so, ma è capitato e oggi sono più schiva, mi sento responsabile per mia figlia, per tante persone a cui voglio bene o male ma  che mi spiace sputtanare qui, sul blog, sulla scia dei miei umori.  e soprattutto mi scoccia per me, E poi c’è questa cosa che ormai vivo un  complesso di autismo (non me ne vogliano i malati veri o le loro famiglie) un sottotraccia  di rimprovero, una cosa tipo non puoi sparare a zero sulle vite degli altri come fossi un demiurgo, il blog ti allontana dalla vita di relazione, dalla socialità.

Sarà vero? Boh, le tentazioni sono tante. Potrei ad esempio raccontarvi di quella volta che mi sono presentata a un appuntamento con un uomo per pranzo e mi sono ritrovata un pezzo di frittata non fritta avvolta nella carta argentata. Ma lasciamo perdere. Ecco, vedete è un attimo, non posso. La mia vita è ridicola quanto la vostra, forse solo un po’ di più ma non posso stare qui sempre a svelarla. E drammatica, certo, e solitaria, ma nemmeno così tanto da muovere al pianto.

Sarà colpa di Elena, diciamo così. Elena mi ha fatto capire quanto sia bello fare qualcosa. Qualcosa in cui esprimersi che non sia solo Laura Petra. Che di tutto possiamo parlare, soprattutto non di noi, quando vogliamo parlare di noi.

Per ora vi saluto.

P.s. Questa fotografia del Cimitero delle Fontanelle per ricordarmi di quello che canta Francesco Guccini, una vita sola non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno.

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