Archivio mensile:maggio 2015

Alla giovane turca, sposa triste, a me quando ero La Sposa, a qualcuno che capisca questa citazione

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“Una donna vestita da sposa cos’è in sostanza, è davvero una sposa? Forma e sostanza, ha sempre lavorato su questo. Prendi una foglia di platano e la ritagli in modo che sembri una foglia di ulivo: cos’è ora, una foglia di platano o una foglia di ulivo? Fai un pene all’uncinetto: cos’è una presina o un pene?”

Mauro Covacich

La Sposa

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Guardare avanti, a quel futuro che siamo già

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C’è sempre questa immagine che mi torna in mente. Dovete sapere che sono stata una delle prime napoletane a utilizzare la formula del b&b, quando il b&b non era molto diffuso. Avevo fatto comprare una casa a via San Liborio ai miei genitori, una casa abbastanza grande e con un terrazzo favoloso, ma siccome, al tempo vivevo con un bel biondino a cui non intendevo rinunciare, pensai che fosse un peccato sprecare quell’investimento senza condiverlo con altre persone. Pensai, e non sbagliavo, che il B&B sarebbe stato anche un modo per tenere impegnata mia mamma, per farle fare nuove amicizie quando io non ero con lei. Ritornando comunque  all’incipit del post,  l’immagine che mi è rimasta in mente è quella di uno scenografo  ospitato a casa dei miei (in quel periodo in vacanza al mare) di cui mi presi cura, di lui inginocchiato davanti al primo sole dell’alba, delle sue metitazioni, sulla terrazza, mentre io tornavo dalle mie notti bianche e restavo in piedi per organizzare le colazioni. Un quadro, un’immagine, come quelle della mostra “Le femmes di Modigliani”che ho visitato sabato all’Agorà Morelli. Direte voi ma quelli non sono quadri originali. E allora? La suggestione di dividere una conoscenza, di intraprendere un viaggio nella vita artistica di Amedeo Modigliani non viene tradita, anzi. Che poi ditemi quanti di voi sono davvero interessati o competenti sulle qualità materiche dei quadri. Quanti attraversando quella mostra non si sono invece soffermati sulla sofferta sensualità dei colli di quelle donne.  “Le femmes di Modigliani” è un progetto che attraverà il mondo e che farà conoscere il pittore in maniera di gran lunga più capillare delle possibilità itineranti di una mostra che si proponga di far girare degli originali. Vado avanti. Ieri sera ho visto Report. Guardate la puntata di ieri, ve lo consiglio. Cosa ci racconta? Le competenze come le cose o  le proprietà iniziano a essere associate a un concetto di uso, di utilizzo. Mettiamo il mio crowdfunding, quello che purtroppo non sono riuscita a realizzare. Per colpa mia, sicuramente, ho commesso errori di inesperienza. Ma quale era il suo obiettivo? Costruire una comunità di persone interessate all’identità di Elena Ferrante, spettatori e finanziatori disposti a finanziare la mia idea di trovare la Ferrante, di capire cosa si nascondesse dietro la sua scelta di non comparire questa scrittrice, quest’affaire così insopportabile per il mondo intellettuale italiano e così affascinante per i lettori stranieri. Il crowdfunding non è vendita porta a porta, come ho creduto io in tempi di avvilimento, il crowdfunding è condivisione finanziata di un interesse. Quando tanti anni fa decisi di comprare la casa a San Liborio, non comprai solo la casa, comprai un concetto di città, una forma condivisa di piacere. Questo è quanto, in sintesi. Questo è il futuro solo accennato, molto meno buio e oscuro di quanto si pensi. Almeno in questa forma, una forma rivoluzionaria di socialismo applicato.

Di leggerezza e primavera

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collage 2A voi il cinismo, la triste regola dell’intelligenza critica, la paranoia sempre armata di sarcasmo, il verso al prossimo. Ho una primaverile voglia di leggerezza. Delle efelidi e del viso che si accende di rosa e di pesca di mia figlia Sofia, in primavera. Del formaggio di capra in un negozio che è una scoperta. Di profumo di lavanda. Della rotonda perfezione delle cilegie adattate a orecchini. Di ombra e di bianco di certe case del Sud. Di limoneti, di pergolati e di glicine. Di lino bianco per lenzuola, di cene sulla spiaggia, di fiori. Ecco di fiori. Ieri passavo davanti a un famoso fioraio e mi sono fermata a leggere alcune combinazioni di addobbi: 700 euro per organizzare un party o un matrimonio (religioso, quello civile è tristemente scontato, te la cavi anche solo con 100 euro). Questi fiorai sono geniali, architetti d’esterno o d’interno, ormai, trattano la delicata materia dell’immaginario della bellezza, con risultati economici che nessun pennivendolo, pur di talento, riuscirebbe a raggiungere nemmeno con le più copiose pubblicazioni. La bellezza che si compra, come la casa che ho fittato a luglio a Procida. La bellezza immarcescibile di alcuni uomini che conosco, la bellezza del garbo e di certa antica signorilità. La bellezza di certe generosità. Nulla di più o nulla di meno. Come un soffio. Che nulla ci appartiene. Mai, in fondo. Che la bellezza sia una forma di ribellione alla realtà, alla verità del nostro nichilismo.