Nessuno che potesse dire qualcosa

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Quando i nazisti presero i comunisti,

io non dissi nulla

perché non ero comunista.

Quando rinchiusero i socialdemocratici

io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.

Quando presero i sindacalisti,

io non dissi nulla

perché non ero sindacalista.

Poi presero gli ebrei,

e io non dissi nulla

perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.

E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”

Martin Niemoller

Stanotte ho pensato alla Sorbona descritta da Houllebecq in “Sottomissione” e ho avuto paura. Gran parte della mia formazione scolastica l’ho vissuta in scuole cattoliche. Eppure, ci pensavo stamattina, non c’è nulla di meno ideologico di una scuola cattolica, ve lo posso garantire. Nessuna lezione di filosofia delle religioni sa essere interessante come certe discussioni con i gesuiti. La scuola privata cattolica osserva nella maggior parte dei casi solo l’apparenza rituale e formale della regola religiosa. Per il resto è puro esercizio di classismo sociale. Il paradosso è che il crocifisso che, ritengo insensato e denso di una profonda ignoranza e mancanza di rispetto per le minoranze nella scuola pubblica, nelle cattoliche private si svuota di qualsiasi contenuto ideologico. Secondo me succede un po’ come nel socialismo reale, tipo che la società perfetta come l’educazione perfetta dei cattolici finisce per svuotarsi di senso se la si vive dall’interno, la scuola cattolica involontariamente distrugge nelle menti giovanili qualsiasi tipo di attrazione o interesse verso la religione.

Invece quello a cui ho deciso fermamente di oppormi è questa propaganda cattolica ultraconservatrice che sta infestando le scuole italiane in questi tempi. Una cosa di una pervasività per me inimmaginabile. Questi pazzi incitano all’odio verso le minoranze, verso i “diversi”: sono i gay il bersaglio principale e quella cosa insensata che definiscono insegnamento della teoria del gender. Ma a ben vedere il modello è quello della famiglia perfetta, la famiglia cattolica, escludendo genitori singoli, separati o minoranze religiose.

Ho sognato “sottomissione”, dicevo, che è una sorta di profezia su come le religioni influenzeranno la vita e la cultura in questo XXI secolo. Almeno secondo alcuni.

Posso dire qualcosa. Ancora posso. Mi oppongo sin da ora e dentro me accolgo tutti i diversi, tutte le minoranze. Scriveva Basaglia “da vicino nessuno è normale”. State attenti, vi conosco bene e da vicino, anche a voi, ipocriti moralisti.

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