La chiave

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Il professor R. se li ricorda i Quartieri Spagnoli, forse, chissà, ma come si ricorda solo una strada, la buia strada che era costretto a fare ogni giorno per tornare da scuola. Si ricorda sua madre che lavorava il giorno e anche la notte. Faceva la sarta. Si ricorda gli anni di studio. la sedia, la scrivania e il letto. Una sola cosa ricorda, un incubo luntano,  la chiave con cui sua madre lo inserrava in camera. La chiave che si teneva nella tasca del mantesino. Ricorda con odio sua madre che lo aveva cresciuto  con lo scuorno e l’orgoglio di una lupa, a lui, il figlio unico di un dopoguerra scarso a padri. Lo aveva tenuto perciò lontano dal quartiere, dalle malelingue, dal destino di povertà.  Alto era alto e i figli poi erano venuti biondi di un biondo americano, tanto che quando li guarda pensa a lui, perché lui il padre no, il padre non lo ricorda . Ricorda la stanza, i libri. la mamma e la chiave.

A volte, in certe zone di Napoli, il futuro, quello meno scontato, lo si inventava così. Ci penso perché la contemporaneità a volte mi sembra così lontana ma anche così vicina da storie come questa, storie che non sono nemmeno facili da raccontare, che hanno prodotto maledizioni e dolori che ancora i protagonisti si trascinano dentro, da madre in figlio, da padre in figlio, come un marchio di famiglia. Non ho voglia di raccontare la cronaca, non saprei farlo, non conosco le storie e le vite di questi giovani morti di questi giorni, in questi mesi. Le riesco solo a intravedere dall’esterno. Però capisco qualcosa dell’infanzia e dello sviluppo psicologico legato alle adolescenze socialmente scabrose o difficili. So che dove ti sembra di aver vinto, almeno secondo i parametri di esistenza borghese, a volte hai perso lo stesso. Perché è difficile crescere senza traumi in un territorio in cui la cultura e la civilità non siano condivise, è difficile anche quando non muori o non diventi un criminale. La mobilità sociale deve tornare a essere qualcosa di meno impossibile in questa città altrimenti la violenza esibita sarà solo il male minore di un cancro diffuso in tutta la vita civile.

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