La rete quotidiana

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Oggi ho una riunione dei genitori a scuola di mia figlia. Non so ancora come andrà a finire questa storia della teoria del gender, mi sembra una caccia alle streghe e stavolta la stega sono io che non ho paura della sessualità, che non sono omofobica, che non temo modelli di genitorialità che non siano solo quelli tradizionali. Poi c’è la questione dell’autonomia di mia figlia. Sofia ha nove anni, comincia a essere autonoma e affidabile e mi chiedo se sia pronta a fare perlomeno quel pezzo di strada (le scale di via Bausan) da sola, da scuola a casa, senza che mia madre sia costretta a scendere le scalette. Perché io lavoro e non posso prendere Sofia all’uscita e mia madre è anziana ma cerca di aiutarmi.

Quello che vi ho raccontato è la vita. Quella quotidiana, quella che implica una serie di conoscenze, riflessioni sull’ attualità, sulla vita della mia città, sulla politica. Un cittadino attivo non è semplicemente un lettore di giornale che ha voglia di raccontarsi su un blog o su un social. E’ una persona che cerca un confronto attivo e aperto con delle persone che si suppone affrontino problemi simili ai suoi.

A volte prendo posizioni, mi arrabbio, mi faccio delle domande.Cerco spazio e condivido le mie opinioni. A volte credo di sbagliare, ma sono solo momenti di sconforto. Credo fermamente nelle possibilità offerte dalla rete, dallo scambio anche cruento di punti di vista. Mi aiuta a crescere e a scegliere meglio.

p.s. prediligo l’orizzontalità, sarà una questione di anzianità

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