Archivio mensile:gennaio 2016

Zalone vs Cacciari

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Papà, ma se ti confessassi che sono gay?

Ah, avevo paura che mi dicessi comunista

Innanzitutto volevo salutarvi. Sono diventata presenza evanescente sul blog, ma le parole avvolgono già troppo la mia vita sui social. Non vorrei esagerare. Se volete, sapete dove trovarmi.

Dunque dicevo, scrivo poco, sul successo di “Quo vado” niente quasi, anche se per questa sorta di inutile  fiuto che mi porto dietro da tempo, avevo intuito che questa volta Zalone avrebbe fatto molto discutere. E infatti per la prima volta sono andata al vedere un suo film al cinema, ci sono andata proprio il primo giorno che è uscito nelle sale, il primo giorno dell’anno, in uno dei cinema più rappresentativi della mia città, il Metropolitan, uno di quei cinema che chi fa un certo mestiere frequenta anche solo per capire gli umori degli spettatori, le tendenze.

Vi dirò la cosa più banale di tutte: ho riso moltissimo. Non ho tratto alcuna morale. Ho pensato con una certa nostalgia a Paolo Villaggio, questo sì, ma ho tirato avanti nel buonumore almeno per un chilometro dopo l’ uscita del cinema, mentre tornavo a casa e ripetevo le gag e le battute più esilaranti con mia madre. Col cinema comico si fa così.

Adesso che il caso è scoppiato cerco di astenermi dal commentare i  pregiudizi, perché mi sembra di fare il verso a un vecchio tic italico,  di cui molti sono già a conoscenza, il comico da noi è sempre accompagnato dal pregiudizio dei finti intelligenti, quelli che ridono di nascosto nel cesso di casa loro come se fosse un porno. Mi sarei anche rispiarmata di scrivere qualcosa se ieri non fossi finita, per caso, davanti alla televisione mentre la Gruber intervistava il filosofo, professore, accedemico, politico Massimo Cacciari. Il tema della puntata era Zalone e la politica. Cacciari sosteneva di non aver visto il film, di non essere interessato a vederlo, di non voler commentare Zalone. Ora, senza tornare al caso Turco-Corona, ve lo ricorderete, quell’incidente che spinse Livia Turco a sentirsi una specie di aliena nel mondo della competizione mainstream e mediatica, ecco senza arrivare a quegli eccessi, che Fabrizio Corona resta per me feccia umana, non ho potuto fare a meno di farmi una domanda. Ecco, in effetti, mi sono chiesta “scusa Professò ma che cazzo ci sei andato a fare in tv, ieri?”