Piccole donne

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Bambine adultizzate, mi pare che sia stata la Zanardo a usare questo aggettivo, perdonerete l’inciso, davvero orrido. Detto questo la campagna contro la povera Fortuna si arricchisce quotidianamente di oscene interpretazioni iconografiche della foto mostrata dalla famiglia.

Mi ricordo che quando ero piccola si vendevano, nei luoghi di villeggiatura, degli orrendi zoccoletti con i tacchi per bambine. Le bambine volevano quegli zoccoletti per sentirsi delle donnine in miniatura, allo stesso modo le bambine portano il pezzo di sopra del costume per imitare le proprie madri. Ritornando agli zoccoletti ovviamente a me fu impedito di averli. Anzi, per quanto mi riguarda ogni volta che provavo a immaginarmi femmina qualcuno mi diceva, ma come ti combini? Laura, non lo vedi che sei tale e quale a tuo padre?Vi era in tutto questo un certo qual perbenismo di mia madre, ma anche una mancata proiezione che mi è costata qualcosa nella fase dell’adolescenza, se non ricordo male. Qualcosa che comunque non mi ha ancora portato sul lettino di un analista, e già mi pare che mi sia andata bene.

Diciamo che ci sono cose che ti segnano, che ti autorizzano a pensar male dei tuoi genitori,  finchè non lo diventi tu stessa, immagino. Che madre sono io? Ricordo che quando mia figlia era piccola ero capace di farmi venire anche una crisi isterica quando la mia migliore amica comprava a Sofia qualcosa che consideravo volgare. Fermo restando che ho sempre vestito mia figlia come una reduce di Woodstock e che per il resto ci ha pensato il quartiere, oggi mia figlia è, nel modo di conciarsi, per metà hippy e per l’altra metà chiattilla, come molte sue coetanee di Chiaia. Decido poco o nulla, ormai, se non cacciare il portafogli o meno e impedire che il concetto di griffe attraversi i nostri modestissimi risparmi.

Ieri mentre prendevamo un gelato da Bilancione Sofia ha fissato una bambina con i buchi alle orecchie, si è girata e mi ha detto, mamma hai visto che cafona? Mi è venuta voglia di tirarle un pacchero, lo stesso che avrei voluto tirare a Augias o alle femministe borghesi di cui ho letto lunghissimi post in questi giorni.

A mia figlia ho risposto raccontandogli degli zoccoletti, spiegandogli che spesso è solo una questione di gusto, che dovremmo cercare di guardare le persone per come si comportano, per quello che hanno da dirci di loro, per il modo in cui possiamo reciprocamente ampliare la nostra visione del mondo. Le ho anche detto comunque di stare tranquilla, che tanto zoccoletti o buchi se ne parla dopo i diciotto anni.

 

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