Archivio mensile:maggio 2018

Fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia

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Niente.

Succede che certe mattine ti svegli con le parole che ti sussurra l’inconscio. Nel mio abita pure Nabokov. Quel Vladimiro che scriveva da dio.

Sono stata a Marsiglia. Sono tornata. Sono dimagrita.  Ho capito che non so stare insieme a un uomo, non ci so avere a che fare. Cioè quello che capivo in un giro di boa che poteva durare mesi o anni, ora lo comprendo in sessanta ore circa. Terribile.  Mi piace troppo farmi i cazzi miei, camminare, fumare, bere, ruttare, grattarmi. In fondo sarà per questo che avevo scelto Marsiglia che è una città bastarda, bisogna capirla, non è che si fa amare facilmente.

Mi somiglia un po’, come sono in questo momento. Non una cosa semplice, manco quando piaccio.

Fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia

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Colpa del vino

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Succede che poi di notte sogno delle storie bellissime che mi portano in altre città, in altre vite, e poi, la mattina, mi sveglio svuotata. Vorrei ricordarmi tutto, ma al risveglio è diventato tutto vago, come una vita parallela.  Quelli che non trovo sono i racconti che vorrei scrivere e che non riescono a restare in superficie, sulla pelle. Colpa del vino, forse.

Siamo in tante, qui dentro, come in quei vecchi film sulla psicanalisi, in cui c’è sempre una donna che a un certo punto ne tira fuori un’altra con un nome diverso.

Chissà quando riusciranno a venire a galla le altre.