Fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia

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Niente.

Succede che certe mattine ti svegli con le parole che ti sussurra l’inconscio. Nel mio abita pure Nabokov. Quel Vladimiro che scriveva da dio.

Sono stata a Marsiglia. Sono tornata. Sono dimagrita.  Ho capito che non so stare insieme a un uomo, non ci so avere a che fare. Cioè quello che capivo in un giro di boa che poteva durare mesi o anni, ora lo comprendo in sessanta ore circa. Terribile.  Mi piace troppo farmi i cazzi miei, camminare, fumare, bere, ruttare, grattarmi. In fondo sarà per questo che avevo scelto Marsiglia che è una città bastarda, bisogna capirla, non è che si fa amare facilmente.

Mi somiglia un po’, come sono in questo momento. Non una cosa semplice, manco quando piaccio.

Fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia

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