Archivi categoria: Democratici

Perché la lista per Tsipras mi convince, e perché no

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-La rinegoziazione del debito

I problemi legati allo stess sociale ed economico riguardo al fiscal compact

– La riproposizione delle politiche ambientali

– La costruzione di una “massa critica” pensante del Sud dell’Europa

– L’emarginazione dei fenomeni di semplificazione nazionalistica e localistica

– Le ragioni dei cittadini al di sopra delle ragioni delle merci

– L’attenzione alle strategie olirgarche transnazionali neoliberiste

 

Ovviamente non ce la faremo mai.  Il fatto che non ce la faremo fa somigliare ogni forma di impegno a una perdita di tempo. Non ce la facciamo. Non assieme a quei quattro gattoni sessantottini che ho incontrato ieri mattina al  convegno al Cinema Astra.

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Affluenze

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O poi, a parte tutto, sono esterrefatta per l’affluenza al voto. Le primarie sono una scelta volontaria di cittadini comuni ma innovativamente sensibili alle tematiche di partito. Un partito che in questi ultimi anni ha compiuto errori macroscopici, un partito che sta mortificando le sue ragioni ideali e le radici e i radicamenti territoriali. Io davvero non pensavo che fossero ancora così tanti gli italiani di centrosinistra disposti a dar credito al Pd.  In fondo non mi dispiace. Non ho mai creduto alla storia che abbiamo un ceto politico  specchio della nazione, non della parte in cui più mi riconosco di più almeno. Però davvero penso che quei tre meritassero di meno. Come Amleto, che pubblica il suo post proprio mentre io scrivo questo, penso che la notizia siano i tre milioni, tre milioni di persone che oggi capisco molto meno di ieri; che non credo possano dar credito a un personaggio come Matteo Renzi. Per certi versi credo che ognuno di quegli elettori sia mediamente migliore di Renzi, credo nel qualunque, credo che il Signor Rossi sarebbe stato rispetto a questi miglior interprete delle difficoltà e del disagio di  questo tempo, credo che il Signor Rossi avrebbe trovato ricette migliori per rappresentarlo e guidarlo.

Credo che quando ci saranno le elezioni voterò scheda bianca. Andrò in cabina elettorale e non userò la matita. Entrerò nel seggio per rispettare l’idea stessa di partecipazione a cui abbiamo assistito ieri. Lo farò solo per questo.

Diffidenze

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Non per cattiveria ma questa generazione del Pd mi ispira anche meno della precedente. D’Alema, Occhetto, Bersani e in parte, ma solo in parte, almeno dal mio punto di vista, Veltroni, hanno fallito nell’intento del grande partito di centrosinistra, per le ragioni che è inutile rimettere sul tavolo e adesso mi sento più povera di rappresentanza di prima. Forse darei credito alla Seracchiani, che nella nuova generazione mi sembra- e dico sembra- la più determinata, quella con più carattere e qualche contenuto. Ma a conti fatti siamo sul terreno della mediocrità politica anche con lei. La Francia si domanda perché Hollande stia marcendo così miseramente e qui dopo aver assistito all’autogol pazzesco di Vendola (io avevo votato Sel alle ultime elezioni) mi domando quale sia il futuro possibile per la nostra sinistra. Renzi non è di sinistra. Renzi non ha un progetto politico. Renzi è comunicare la comunicazione. Come già quel vecchio tycoon priapista che l’ha preceduto.  Dio non voglia che nei prossimi anni ci capitasse di assistere anche all’incapronimento del vacuo Matteo. Gli altri sono piacioni uguali: Cuperlo e Civati, diciamocelo, a loro modo, sono due piacioni senza costrutto. Da far rimpiangere i belli di una volta, quelli come Lucio Magri, per intenderci. Che abbiano seguito – triste dirlo- credo sia colpa delle donne. Tipo che la cosa mi ispira un certo ritorno di maschilismo. Se non fossero carucci non se li filerebbe nessuno, come infatti nessuno si fila Orfini o Fassina, nonostante le quote di potere acquisite. Ragazzi, che tristezza. Dicono male del vecchio del mistero buffo, ma come dare torto al vecchio comunista così deluso dal suo partito. A me viene in mente un vecchio titolo del Nostro vorrei morire anche stasera se dovessi pensare che non è servito a niente. Perché questi giovani non sono giovani, sono niente.