Archivi categoria: Femmine

La regina è nuda

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Regina-Nuda

Mamma, mi hanno detto che ho rischiato la bronchite. Che non dovevo fare il bagno

Loro rischiavano la bronchite. Tu no. Tu sei una creatura del mare. Come la regina Sofia, la regina di Napoli. Ma lo sai che  abbiamo avuto una regina femminista e libera? Si chiamava appunto come te, veniva dalla Baviera ma amava questa città. La amava al punto che faceva il bagno a mare , proprio come te, e all’epoca era proibito dal protocollo.  Era la sorella di Sissi, ma meno famosa e aveva un marito che era proprio un fessacchiotto. Ma lei era bellissima. Talmente in gamba poi che la corte dei preti a Roma, dopo che i Borboni furono sconfitti a Gaeta (nonostante che la stessa regina fosse scesa a combattere), la iniziarono a prendere in giro mostrando delle foto fasulle, come questa, per dimostrare che fosse una donna poco seria.

Impara da lei  Sofia, fai sempre come ti ho spiegato l’altro giorno. Sentiti libera. Segui solo quello che ti dice il tuo corpo.

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Vita

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Pensi che sia facile essere un uomo, mi ha chiesto una volta un tipo, riferendosi a un momento particolare della vita sessuale di una coppia, ossia quando la sua donna aveva partorito. Con quel “Pensi che sia facile”- immagino- intendesse farmi riflettere sulla paura metaforica e non di certi uomini di non poter più soddisfare sessualmente la donna amata dopo una gravidanza. Perché in ogni uomo – lo sappiamo tutte-  c’ è sempre l’incubo più o meno dichiarato dell’impotenza, di non poter assolvere alla funzione sessuale, di non essere soddisfacente.

No, non credo sia facile per lui, per loro, per tutti gli uomini in generale,  però mi diverte che alcuni sentano la responsabilità di essere più maschi degli altri. Al tempo qui al Sud si chiamavano ingravidabalconi quegli uomini eternamente afflitti dalla foja, dalla bramosia di possedere il corpo di una donna. I galletti sono  parte del nostro tessuto antropologico, una razza che alcuni dicono in di estinzione, ma lo dicono da quando ero ragazza, per cui ormai ho smesso di crederci. Qui i galli godono ottima salute.   A volte mi lascio incuriosire da quella simulata bramosia carnale, da quell’impazzimento apparente, alla sua messainscena, perché ovviamente anche qui è sempre teatro, l’ho appurato anche ieri, in una specie di timido teatrino sulla spiaggia, perché, come cantava Mia Martini, vale sempre la regola aurea che  se l’uomo in gruppo è più cattivo quando è solo ha più paura.

E perciò penso a quegli uomini allo stesso modo di come concepisco certe volte i miei post. Ho come l’impressione che la parola, il gesto, il grugnito arrivi prima anche del desiderio, del pensiero, come un tic, come a una scaramanzia esistenziale. Sottosotto c’è sempre quella paura di scomparire, di non funzionare, la paura della morte di cui ha parlato così bene Brancati.

Sarà per questo che oggi quando uno di questi personaggi, che come al solito non mi sono girata nemmeno a guardare,  e mi ha gridato “vita” mi sono sentita bene e mi è scappato pure un sorriso.

Non abbiate paura delle donne. Ci pensano loro a farvi sentire uomini. A volte del tutto ingiustificatamente.

Don Giovanni era ninfomane? (diario napoletano)

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Se foste andati negli archivi femminili dell’Istitituto Psichiatrico Bianchi capireste perché ho un’idea molto relativa della patologia della ninfomania. Con quanto agio e quanta semplicità si confinavano, col bollino di ninfomani, le donne “scomode” in quel manicomio.

Esistono le ninfomani? Quanto valore attribuiamo a una dipendenza come il sesso, se riguarda in particolare le donne, rispetto ad altre forme di dipendenza? Sarebbero tante le domande da farci, soprattutto in un Paese come il nostro, ancora dominato da una censura cattolica, questioni che le donne stesse stentano a porsi sulla natura dei loro desideri, sulla componente perturbante della femmina che è ancestralmente sedata in  molte civiltà.

Insomma il film di Lars Von Trier andrebbe strudiato, al di là  della sua evidente componente pornografica.  Andarci tutte sarebbe una strana, subdola rivincita sulla rimozione del discorso.

Io ci andrò domani. Se potessi andrei anche a seguire il sensuale percorso napoletano di Di Giacomo. Ma tutto proprio non si pote fare.