Archivi categoria: Lettere a mia figlia Sofia

Sofia

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Mio dolcissimo amore è stato un anno bellissimo. Insieme a Napoli, da sole. E tante persone che ci vogliono bene, vicino ma non troppo. Più a te, forse,  ma mi pare anche giusto. Fra venti giorni circa finisce la scuola, la tua  seconda elementare. Ci inventeremo qualcosa di speciale per le tue vacanze.  Mi insegni sempre tante cose, sai, mi fai scoprire  delle cose di me che nessuno aveva mai tirato fuori prima e dopo di te. Tipo che adesso pattino e mi piace tantissimo. Sembra poca roba, ma non lo è. Mi hai reso autonoma, ancora di più e felice.  Grazie.

In bocca al lupo, Sofia. Sei in gamba. Sei diversamente in gamba rispetto a me e non credo sia un difetto.

 

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La regina è nuda

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Regina-Nuda

Mamma, mi hanno detto che ho rischiato la bronchite. Che non dovevo fare il bagno

Loro rischiavano la bronchite. Tu no. Tu sei una creatura del mare. Come la regina Sofia, la regina di Napoli. Ma lo sai che  abbiamo avuto una regina femminista e libera? Si chiamava appunto come te, veniva dalla Baviera ma amava questa città. La amava al punto che faceva il bagno a mare , proprio come te, e all’epoca era proibito dal protocollo.  Era la sorella di Sissi, ma meno famosa e aveva un marito che era proprio un fessacchiotto. Ma lei era bellissima. Talmente in gamba poi che la corte dei preti a Roma, dopo che i Borboni furono sconfitti a Gaeta (nonostante che la stessa regina fosse scesa a combattere), la iniziarono a prendere in giro mostrando delle foto fasulle, come questa, per dimostrare che fosse una donna poco seria.

Impara da lei  Sofia, fai sempre come ti ho spiegato l’altro giorno. Sentiti libera. Segui solo quello che ti dice il tuo corpo.

La qualità della genitorialità

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sofia

No, poi, per carità, io mia figlia l’adoro, ma in questi giorni mi sono accorta che ero davvero stanca e questo breve periodo a casa senza di lei mi ha fatto bene. La presenza conta sempre, noi mamme lo sappiamo, ma a volte è bene anche chiedersi qualcosa sulla qualità dell’impegno. E a me capita di ascoltare le critiche o di essere autocritica, ove necessario.

Devo chiederti scusa Sofia. Ci sono dei momenti in cui noi adulti ci lasciamo vivere, e così come facciamo con noi stessi, pensiamo di poter fare con voi, con i nostri figli, inserendo il pilota automatico della quotidianità, lasciando che l’apparentemente normale sopperisca al nostro disimpegno umano, affettivo, creativo.

Sono in debito.

Ti aspetto. A domani.