Narcisa

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Dice che se poi non scrivo più vi dimenticate di me.

Vabbè è che con gli anni mi indigno di meno e sono meno polemica. In compenso resto una discreta esibizionista. Ora, siccome ho ricominciato a lavorare su questa piattaforma ho pensato che era buona creanza venirvi a salutare.

Sono gay, dice un mio amico.

Maybe.

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Colpevole

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Piccolo slancio verso l’ignoto novembre.

A volte cerco di ricordarmi com’è che pensavo sarei diventata da grande.  Non certo così. Fisicamente sono più esile di come avrei immaginato, più fragile. Credevo sarei stata una di quelle ingombranti signore che dispensano saggezza e allegria. E invece eccomi. 

Credevo che i libri avrebbero finito col contare più dei vestiti e invece sono più vanitosa e leggera.

Credevo che sarei riuscita a circondarmi di una famiglia scombinata e numerosa e invece finirà che prima o poi diventerò una persona sola e forse persino ordinata.

Credevo, e questa è la cosa più divertente, che a un certo punto si diventasse adulti, così quasi per naturale trasformazione e invece ho compreso che restiamo sempre gli stessi dentro ed è solo un gioco di opportunità sociale e formale mostrarsi diversi da come si è sempre stati.

Credevo che essere genitori fosse solo una parte della vita e invece mi ritrovo a essere sempre più mamma e meno libera. 

Credevo infine che sarei stata molto più risoluta e  autoritaria per inclinazione invece a volte mi sento ancora arrendevole.

Oddio poi, come diceva sempre mio padre, poteva andare peggio, potevo diventare stupida.

Quasi auguri a me

Adultità

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Se poi mi chiedi cosa sia, in pratica, l’ “adultità”, ti rispondo quello che sto sperimentando:: imparare a lasciare andare via le persone allo stesso modo in cui resto, ci sono, con e per le persone che hanno bisogno di me.

P.s.  ovvio poi che, per quanto possibile, cerco di essere felice ossia di ballare, nuotare e fare all’ amore