Archivi tag: Lucio Dalla

Io sto sempre a casa, esco poco, penso solo e sto in mutande

Standard

Che poi alla fine l’hanno praticamente costretto ad ammettere la sua omosessualità a Dalla. Solo hanno preferito farlo da morto, perché sono vigliacchi. E così via a interviste, partecipazioni e libri di Alemanno. Io mi chiedo cosa sia onesto e cosa non lo sia. Se penso a Disperato Erotico Stomp credo ancora sia una delle canzoni più onestamente freak e disinvolte che siano mai state scritte. E potevano bene non parlare di Lucio, ma di un mondo che difficilmente ha trovato cittadinanza nella musica leggera italiana. A una pratica, quella della masturbazione, che è anche strafottenza, inadeguatezza, ribellismo postideologico se vi piace; penso a quello schizzo di un’umanità (vale il doppio senso, vale, non parlo mai alle  signorine bacchettone qui) metropolitana anche datata ma talmente caratterizzata da diventare emblema di quella fine degli anni ’70. Si parlò di concessione alla musica commerciale in quel caso. Ma va da sé, io amo ancora e moltissimo questo pezzo, che ho cantato e persino suonato tante volte. E col senno del poi, adesso che Dalla non c’è più, adesso proprio perché quando era vivo avrei di gran lunga preferito che raccontasse di esser gay, credo sia il testamento per quanto mi riguarda più onesto della solitudine delle persone speciali. Persone etero o gay non diverse da lui.  Per quanto sia strano è molto meno politicamente corretta e inquietante e singolare questa storia della sua omosessualità.

Poi certamente il discorso non finisce qui. Ma la leggerezza e abnormità di Lucio Dalla è già tutta in questa canzone.

Sono solo canzonette

Standard

Aldo Busi non ha mai detto sono uno scrittore omosessuale. Aldo Busi ha detto sono uno scrittore e sono un omosessuale. Questo vale la pena ricordarlo sempre,che alcuni non hanno minimamente idea cosa voglia dire essere comunque e sempre controcorrente, col proprio culo voglio dire e non con quello degli altri.

Detto questo ho deciso di abusare del blog di Busi per spiegare meglio cosa penso della faccenda dell’omosessualità di Dalla, almeno in termini artistici. Premetto che ho trovato ridicola e quasi insopportabile la cortina fumogena con cui gran parte della stampa ha avallato il diritto alla riservatezza sulla omosessualità di questo grande artista italiano. Ho visto, in quel modo ipocrita di non voler comunicare ma di alludere alla cosa, il venir meno anche il più semplice dei doveri di cronaca di un qualunque giornalista, un siparietto da italietta anni cinquanta. Finisco subito qui. Ognuno la può vedere come gli pare.

Ma questo mi porta fuoritema. In realtà ho riflettuto sulle parole di Busi è ho pensato a una frase che diceva sempre un mio amico “la musica è un’arte minore”. L’errore di Busi è parlare da letterato. La musica pop è arte minore, certamente, non letteratura e non richiede quell’esercizio di sofferenza, di scarnificazione della scrittura. Questo forse lo sapeva pure Dalla e forse anche per questo ha ritenuto di non raccontare al mondo la sua omosessualità. Di Dalla continuerò ad amare la sua leggerezza, sia pure ipocrita, perché non ho mai cercato un Leonard Cohen in ogni canzone. Con Dalla continuerò a ballare nonostante quello che pensa Busi, perché alla fine è solo musica leggera, leggera e a volte ho voglia solo di quello.