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Voterò e voterò sìsìsìsì (in alcuni si credo che raggiungerò persino l’orgasmo), adesso però possiamo parlare d’altro?

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Quanto conta la seduzione nei rapporti interprersonali e in particolare nelle relazioni  lavorative? Me lo chiedevo, anzi ne discutevo l’altro giorno con degli amici. Molti di voi avranno dato una lettura in chiave sociologica del ventennio berlusconiano (anno più anno meno)che è stato quello in cui, tra le altre cose,si è mostrato in maniera quasi pornografica la cruda dinamica seduttiva di alcuni reclutamenti in certi campi professionali.  Berlusconi, infatti, è quello che ha disivoltamente applicato le dinamiche di seduzione a campi professionali in cui, fino ad allora, certi criteri selettivi erano considerati quasi tabù, in quanto inapplicabili o sicuramente segreti. Il velo di Maya, come direbbe quel filosofo sfigato che tutti conosciamo, lo scandalo che ne è sortito, diciamo, è secondo me il frutto di quella degradazione progressiva del concetto di seduzione che l’abbattimento di una falsa morale ha comportato. Tutto questo discorso- provate ad immaginarlo- ho tentato di svilupparlo in un contesto di persone che io considero perbene, persone per le quali alcuni discorsi morali hanno ancora un valore. La mia, per quanto possa sembrare strano, era una posizione militante e femminista perché una parte delle donne hanno subito e subiscono, in contesti pure progressisti e aperti delle restrizioni subdole per cui a) se provano a buttarsi a capofitto in contesti professionali dalle dinamiche ambigue vengono tacciate per troie b) rinunciano, senza dare apparenza di sconfitta, a cose che tuttavia potrebbero consentire loro di essere libere. Questo è un limite perché conosco centinaia di uomini a cui queste remore morali e moralistiche non sono applicate. Anzi nelle professioni intellettuali la seduzione è considerata parte attiva del processo di socializzazione, di costruzione di relazione per cui di lavoro.   Non mi va di entrare nello specifico, ma, immagino, che il mio discorso sia stato corretto, anche perché nello specifico stavo difendendo una donna che mi è molto simpatica, ma poi sono rimasta a riflettere. Qualcosa non mi convinceva. Io. E’ che davvero forse non sono più la stessa donna che ero prima, quella di certo non avrebbe parlato in questo modo. Quella non ha mai parlato in questa lingua nella sua vita professionale. In fondo, riflettevo, per parlare così vuole dire che davvero Berlusconi ha indirettamente e inconsapevolmente cambiato anche il mio modo di considerare la seduzione.  In modo irreversibile, aggiungerei.

Scusate per il pippone, ma avevo bisogno di tirare fuori questo discorso.