Agosto

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Quanto mi piace scrivere in agosto. Quando il tempo è fermo, perché il tempo siete voi, con i vostri rumori, con l’ansia che trasmettete come osmosi anche alle persone che non conoscete. Quella fretta nevrotica che sempre vi prende di arrivare, di dover fare chissà cosa, poi, chissà.

E adesso invece mi godo questa dimensione senza gravità. E’ come fossimo un po’ astronauti noi agostiani in città, anche adesso che le vie dello spazio si stanno affollando. Viviamo sospesi in qualcosa di indistinto, una bolla di calore, dalla quale a volte emergiamo e nella quale a volte ci nascondiamo. Siamo gente strana.

Ci piacciono le sere, le ombre, le colline, i cinema all’aperto, i ristoranti o  i bar ma senza quegli orripilanti gazebi o patii. Perché in città l’aria manca, l’aria è una risorsa preziosa. Ci piace occuparci di notizie perché le notizie diventano roba per pochi, perché gli altri parlano al massimo della parmigiana di melanzane dell’amica che non hanno digerito. Noi siamo diversi. Diversi da cosa non si sa.

E poi ci sono i supermercati, dio che belli. Sanno di montagna e i grandi negozi con le commesse che scalpitano per partire, le turniste, perché ormai sono pochi a restare chiusi ad agosto. Chiudere un negozio ad agosto significa che forse a settembre puoi anche non aprire più, per quel che vale.

La cultura è una variabile. La possibilità di un’isola. Ma in fondo non ci crede più nessuno che ci interessi davvero, di certo non ci credono gli amministratori che si occupano di programmazione.

Ci sono le Olimpiadi.  O sì, quest’estate, sarà la scusa migliore per lo svacco, cose tipo no, scusa non posso ci sono le gare di nuoto che voglio vedere.

Ci siamo, agosto è capo d’inverno, mi ricordava qualcuno qualche giorno fa, mentre ne parlo l’estate si è già consumata.

Paloma

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Sette anni di sesso e cocaina.

Così racconta Paloma, la trans coinvolto nello scandalo Marrazzo, sulla sua frequentazione con il Presidente della Regione Lazio.  Sarà che restiamo affezionati a certe storie giudiziarie e umane più di altre. Sarà l’influenza della buona televisione ormai seriale, ma questa storia mi continua a solleticare.

Non credo in dio e non sono moralista. Ma se dio esistesse questi cattolici di facciata si guadagnerebbero  la preferenziale per l’inferno.